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lunedì 8 febbraio 2010

Il gatto miagola perché vuole il latte

Mi ha stupito e letteralmente lasciato senza parole quello che ho appena letto nell'articolo di Repubblica che presenta il libro-intervista di Tullio De Mauro scritto da Stefano Bartezzaghi.

Il 5% degli italiani non è in grado di capire la frase "Il gatto miagola perché vuole il latte". Il panorama che ci offre De Mauro e che emerge dall'intervista con Erbani non è affatto consolante, anche se di eccellenze italiane ce ne sono.

Ma quello che mi fa riflettere è il perché. Cosa ha portato a questa situazione? Cosa ci sta facendo retrocedere invece di continuare nella strada dell'educazione e della cultura?

giovedì 31 dicembre 2009

Save the words

Da qualche tempo lo Zingarelli ha introdotto nelle sue "Parole del giorno" il simbolo del fiore accanto a quelle parole un po' speciali, non ancora dimenticate, ma sempre meno usate.

Quelle paroline che servirebbero a rinvigorire il nostro italiano che ormai appare un po' sciatto, un po' piatto e senza sorprese. Allora appaiono palandrana, esilarare, balocco, trastullo e via dicendo.

Oggi ho scoperto questo sito inglese in cui si possono adottare le parole che ormai stanno scomparendo dalla lingua di tutti i giorni. Si può scegliere una parola specifica, oppure farsene assegnare una a caso dal sistema.

Io ho adottato

quotientive
adj.


denoting how often

The orizontal line in the quotientive graph showned the number of times Sanjay remembered to change his son's diapers in a given week

Ecco la prova ;)


martedì 13 ottobre 2009

Sparisce il De Mauro

Mi è venuto un colpo! Sono andata online per controllare l'ortografia di una parola e ho trovato questo.

Perdo una certezza...

sabato 6 giugno 2009

Articoliamo

Gli articoli e le preposizioni articolate sono una risorsa di cui potete anche fare a meno. Questo sì, questo no; evangelicamente. L’unico consiglio: provate ogni tanto a ripetere a memoria tutte le preposizioni semplici da articolare.
Altrimenti rischiate la sindrome di Biancaneve: non ci si ricorda mai di uno dei sette nani e di una delle preposizioni semplici. Sì. Ma quale? Quale?

Ancora una volta ho ceduto al fascino di farmi portare nel mondo della grammatica e della lingua italiana dai Glossorami della Treccani. Ormai sono diventati un'abitudine per testare la mia preparazione e per leggere con gusto leggere spiegazioni di grammatica simpatiche e divertenti.

Il tema dell'ultima prova erano gli articoli determinativi, queste piccole paroline che usiamo prima dei nomi nelle nostre frasi. Molto spesso li usiamo senza accorgercene, ci viene automatico, come istintiva la scelta fra il determinativo e l'indeterminativo, che però ogni tanto richiederebbe un po' più d'attenzione.

Lascio a voi il dolce piacere di immergervi nella prova e di testare l'articolazione della vostra lingua. Divertitevi a leggere, partendo dal titolo: Interessa l'articolo?

domenica 8 marzo 2009

La snellezza tutta inglese

In questi giorni mi è capitato di dover tradurre dei testi tecnici dall'italiano all'inglese. Era un po' che non mi dedicavo alla traduzione ed è stato come al solito un'attività stimolante.

La cosa che maggiormente mi piace della traduzione è il trovare il significato di una frase, il rivoltarla completamente dal punto di vista linguistico grammaticale e tradurla. Mi piace fare tutto ciò con il dizionario dei sinonimi e dei contrari alla mano e con tanta fantasia in mente.

Constatavo come l'inglese è così preciso pur essendo generico. E' molto meno ricco di sinonimi e verrebbe da dire di sfumature, eppure ogni parola inserita nel giusto contesto acquisisce il giusto significato e il giusto peso. Mentre l'italiano a volte, soprattutto nelle scritture aziendali, è ampolloso, ridondante e pesante, l'inglese è sempre scorrevole e snello.

mercoledì 25 febbraio 2009

Etimologia delle parole

Per fortuna che esiste la Treccani!

Dopo il test sugli accenti ecco il nuovo test sull’etimologia delle parole. La storia delle parole, della loro origine è qualcosa che mi ha sempre affascinato molto: la loro derivazione, i mutamenti di significato, le assonanze e le similitudini che conducono una parola a diventare quella che utilizziamo tutti i giorni.

Oltre alla curiosità la Treccani regala anche tanta simpatia nelle opzioni da scegliere, corredata da professionalità nella spiegazione delle risposte. Testi da leggere solo per piacere anche se non si ha voglia di fare il questionario.

mercoledì 11 febbraio 2009

Internet e parole

In questi giorni sto rivedendo i testi dei siti web di alcuni clienti. Sto soffrendo molto.

Oltre agli errori di battitura, ai refusi e alle sgrammaticature, che già di per sé provocano un certo fastidio, noto una costante mancanza di obiettivi nella stesura.

Le frasi sono letteralmente buttate all’interno del sito, senza pensare a chi sono destinate e a quale messaggio devono trasmettere. Un cliente, ma soprattutto un potenziale tale, cerca innanzitutto delle informazioni, vuole sapere cosa fa quell’azienda e che prodotti o servizi offre. Forse in un secondo momento può anche essere interessato alla nostra storia, ma spieghiamogli prima di cosa ci occupiamo.

In seconda battuta l’utente compara. Cosa ci rende diversi dai concorrenti? Cosa ci differenzia? Facciamoglielo sapere, diamo loro questa informazione. Non diciamo, però, che siamo i migliori, che siamo l’azienda leader o tra le aziende leader del settore, senza spiegargli il perché. Lasciamo che sia il nostro utente a decidere se siamo i migliori o meno. E se proprio dobbiamo affermare la nostra superiorità facciamo in modo di essere superiori anche nella scrittura e nella cura che riponiamo nei nostri testi.

Internet necessita di brevità, non dilunghiamoci troppo parlando bene di noi, cerchiamo di selezionare le informazioni senza comprimerle e scegliamo con cura ogni parola. Ogni breve brano dovrebbe contenere una moneta d'oro, un premio per il lettore.

lunedì 9 febbraio 2009

Prova di italiano

Grazie a Luisa Carrada, che come al solito è un pozzo di informazioni interessanti, vi segnalo la nuova rubrica del sito della Treccani: i Glossogrammi.

In bocca al lupo con gli accenti.