Dalla Tribuna di Treviso di ieri, lunedì 22 marzo 2010.
Magari un sms bastava...
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martedì 23 marzo 2010
mercoledì 21 ottobre 2009
La rivoluzione parte dal basso
Apprendo da Internazionale di un nuovo colpo messo a segno dagli Yes Man.
Questa volta la "vittima" è stata la Camera di Commercio degli Stati Uniti e l'argomento della disquisizione la legge sul clima voluta dal presidente Obama.
Andy Bichlbaum e Mike Bonanno, travestiti da rappresentanti della Camera di Commercio hanno organizzato una conferenza stampa in cui hanno diffuso la notizia di un cambio di direzione rispetto alle posizioni precedentemente prese sulla legge sul clima. Da un atteggiamento dichiaratamente osteggiante nei confronti della legge, i due "rappresentanti" si sarebbero dimostrati improvvisamente favorevoli al punto tale da introdurre un tetto alle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.
Molti i giornalisti che sono cascati nel tranello: il il Washington Post e il New York Times tra gli altri. Più attento invece il giornalista che ha avvertito il vero portavoce della Camera di Commercio Eric Wohlschlegel che è prontamente intervenuto alla conferenza stampa.
Sono rimasta sorpresa non tanto dall'impresa, ma dal fatto che sfruttando le giuste leve e seguendo una buona strategia si riesca ad ottenere un'autorevolezza tale da essere creduti da testate importanti. Insomma, quando si dice comunicare con cura!
Questa volta la "vittima" è stata la Camera di Commercio degli Stati Uniti e l'argomento della disquisizione la legge sul clima voluta dal presidente Obama.
Andy Bichlbaum e Mike Bonanno, travestiti da rappresentanti della Camera di Commercio hanno organizzato una conferenza stampa in cui hanno diffuso la notizia di un cambio di direzione rispetto alle posizioni precedentemente prese sulla legge sul clima. Da un atteggiamento dichiaratamente osteggiante nei confronti della legge, i due "rappresentanti" si sarebbero dimostrati improvvisamente favorevoli al punto tale da introdurre un tetto alle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.
Molti i giornalisti che sono cascati nel tranello: il il Washington Post e il New York Times tra gli altri. Più attento invece il giornalista che ha avvertito il vero portavoce della Camera di Commercio Eric Wohlschlegel che è prontamente intervenuto alla conferenza stampa.
Sono rimasta sorpresa non tanto dall'impresa, ma dal fatto che sfruttando le giuste leve e seguendo una buona strategia si riesca ad ottenere un'autorevolezza tale da essere creduti da testate importanti. Insomma, quando si dice comunicare con cura!
lunedì 27 luglio 2009
Cara Sarah, addio!
Vanity Fair ha chiesto ai suoi editor di leggere e rivedere il discorso di commiato della Palin. Ne è uscito un quadretto ben colorato di rosso, verde e blu. Non un buon segno direi.
A voi la sentenza.
A voi la sentenza.
sabato 2 maggio 2009
Voltagabbana o scelta ponderata?
Il senatore Arlen Specter, candidato nelle file dei Repubblicani dal 1980, ha scelto ieri di dare una svolta alla propria vita politica e a candidarsi per le elezioni del 2010 con i Democratici di Obama.
Tagliato fuori dal partito in cui militava da anni che ha deciso di non candidarlo per le primarie in Pennsylvania, Specter non ha perso tempo e ha scelto di candidarsi con i Democratici. La sua motivazione però sarebbe stata un'altra: in uno stato, la Pennsylvania, che diventa ogni giorno più democratico, per andare incontro alle esigenze dei propri elettori è necessario seguire i loro andamenti e i loro bisogni. Insomma, se i cittadini vogliono un democratico allora sarò democratico.
Anche nel suo sito Specter spiega con naturalezza e trasparenza le ragioni del suo cambiamento, stupendosi della delusione e del fastidio di alcuni suoi sostenitori e della stampa.
Caro Specter, probabilmente la sua visione così progressista dei fatti non coincide con quella dell'opinione pubblica, ancora radicata nei vecchi schemi partitici e che non ammette cambiamenti repentini da una posizione al suo esatto opposto. Le dirò però, che a me sta simpatico, ho trovato la sua spiegazione dei fatti molto convincente ed accorata e che, se anche fatico a credere che da un giorno all'altro si possa cambiare schieramento politico così come si cambia taglio di capelli, il suo comportamento denota una passione per la politica ed il governo che ormai raramente si incontra altrove.
Tagliato fuori dal partito in cui militava da anni che ha deciso di non candidarlo per le primarie in Pennsylvania, Specter non ha perso tempo e ha scelto di candidarsi con i Democratici. La sua motivazione però sarebbe stata un'altra: in uno stato, la Pennsylvania, che diventa ogni giorno più democratico, per andare incontro alle esigenze dei propri elettori è necessario seguire i loro andamenti e i loro bisogni. Insomma, se i cittadini vogliono un democratico allora sarò democratico.
Anche nel suo sito Specter spiega con naturalezza e trasparenza le ragioni del suo cambiamento, stupendosi della delusione e del fastidio di alcuni suoi sostenitori e della stampa.
Caro Specter, probabilmente la sua visione così progressista dei fatti non coincide con quella dell'opinione pubblica, ancora radicata nei vecchi schemi partitici e che non ammette cambiamenti repentini da una posizione al suo esatto opposto. Le dirò però, che a me sta simpatico, ho trovato la sua spiegazione dei fatti molto convincente ed accorata e che, se anche fatico a credere che da un giorno all'altro si possa cambiare schieramento politico così come si cambia taglio di capelli, il suo comportamento denota una passione per la politica ed il governo che ormai raramente si incontra altrove.
mercoledì 29 aprile 2009
Per parcondicio...
In ritardo, lo ammetto, ma ci tenevo a segnalare anche questi.
Il migliore però lo posto... grandioso!
Il migliore però lo posto... grandioso!
lunedì 20 aprile 2009
Casini è sempre Casini
Qualche settimana fa l’avevo notato, mentre ero ferma al semaforo e mi sono sempre ripromessa di scriverlo, ma poi causa la fretta me ne sono dimenticata.
Oggi però dopo un’altra foto inerente all’argomento mi è tornato alla mente e allora, visto che siamo in tema di volatili, oggi prendo due piccioni con una fava.
Partiamo con ordine. Mattina presto, ferma al semaforo. Butto l’occhio verso un cartellone pubblicitario: una colomba stilizzata con la scritta “Smettetela di litigare”. Lì per lì, complice il sonno, non capisco bene. Che sia un manifesto di qualche associazione no profit in vista della Pasqua? O addirittura un cartello pubblicitario del Vaticano? No, mi sembra eccessivo… che sia una trovata commerciale di qualche azienda di dolci? Mah…
Ora sono curiosa e prima che scatti il verde guardo meglio. In un angolino trovo la soluzione: Casini. Lungi da me entrare nel merito politico, quello che mi interessa è la comunicazione.

Oggi però dopo un’altra foto inerente all’argomento mi è tornato alla mente e allora, visto che siamo in tema di volatili, oggi prendo due piccioni con una fava.
Partiamo con ordine. Mattina presto, ferma al semaforo. Butto l’occhio verso un cartellone pubblicitario: una colomba stilizzata con la scritta “Smettetela di litigare”. Lì per lì, complice il sonno, non capisco bene. Che sia un manifesto di qualche associazione no profit in vista della Pasqua? O addirittura un cartello pubblicitario del Vaticano? No, mi sembra eccessivo… che sia una trovata commerciale di qualche azienda di dolci? Mah…
Ora sono curiosa e prima che scatti il verde guardo meglio. In un angolino trovo la soluzione: Casini. Lungi da me entrare nel merito politico, quello che mi interessa è la comunicazione.

Sarà che era mattina presto, ma quel Casini vicino alla colomba e allo slogan “Smettetela di litigare” mi ha fatto sorridere per un po’, dal punto di vista puramente comunicativo questo accostamento rasenta l’ossimoro e sinceramente me lo sarei risparmiato.
Di sicuro se il motto è “Male o bene, purché se ne parli” l’iniziativa a raggiunto lo scopo, ma la vera utilità di questa campagna, lo spostamento di preferenze, mi sembra un obiettivo ancora distante.
Poi oggi per caso vado a dare un’occhiata a Spinoza e chi ti ritrovo? Di nuovo il nostro buon Casini e questa volta sono gli utenti della rete a prendersi cura della sua campagna elettorale.
Di sicuro se il motto è “Male o bene, purché se ne parli” l’iniziativa a raggiunto lo scopo, ma la vera utilità di questa campagna, lo spostamento di preferenze, mi sembra un obiettivo ancora distante.
Poi oggi per caso vado a dare un’occhiata a Spinoza e chi ti ritrovo? Di nuovo il nostro buon Casini e questa volta sono gli utenti della rete a prendersi cura della sua campagna elettorale.
domenica 1 febbraio 2009
La libertà passa per la rete
Leggevo ieri su Repubblica della rivoluzione che sta avvenendo in Cina e che sta proliferando grazie alla rete. So che sembrerò ripetitiva, ma continuo a stupirmi di come internet possa influenzare il modo di vivere e di far circolare le idee.
Mi affascina la sua libertà. Libertà che permette di diffondere contenuti ritenuti scomodi, per gli oscurantisti, e libertà che impedisce che questi vengano definitivamente cancellati. La Charta 08 sta circolando da qualche tempo e nonostante i vari tentativi di eliminarla, continua a rispuntare, da qualche parte nella rete. E’ l’immagine della forza, della costanza e della passione che a dispetto dei divieti continua a moltiplicarsi.
Mi piace pensare che anche internet possa contribuire alla liberazione della popolazione cinese, al suo riscatto dalle logiche del regime. Immaginare un insieme di persone unite per un fine comune che supera confini territoriali e ideologici.
Mi affascina la sua libertà. Libertà che permette di diffondere contenuti ritenuti scomodi, per gli oscurantisti, e libertà che impedisce che questi vengano definitivamente cancellati. La Charta 08 sta circolando da qualche tempo e nonostante i vari tentativi di eliminarla, continua a rispuntare, da qualche parte nella rete. E’ l’immagine della forza, della costanza e della passione che a dispetto dei divieti continua a moltiplicarsi.
Mi piace pensare che anche internet possa contribuire alla liberazione della popolazione cinese, al suo riscatto dalle logiche del regime. Immaginare un insieme di persone unite per un fine comune che supera confini territoriali e ideologici.
mercoledì 28 gennaio 2009
Obama e la comunicazione
Non posso tenere un blog sulla comunicazione, fatta con cura, senza dire due parole sul nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Obama, già prima di diventare effettivamente presidente, ha rivoluzionato il mondo della comunicazione politica. La sua passione per i media interattivi, da internet al cellulare, ha cambiato il modo di interagire con i cittadini, li ha resi più partecipi nel raggiungimento dei suoi obiettivi.
Obama ha creato intorno alla sua persona molte aspettative: la novità, il cambiamento, la risoluzione di problemi economici. Aspettative che scaturiscono sicuramente dalle sue parole e dai suoi discorsi, ma soprattutto dal suo modo di agire e di comunicare. Perché la comunicazione non è soltanto trovare le parole giuste per la situazione, è anche comportarsi nel modo giusto in tale situazione.
Ora non sempre Obama riuscirà a comunicare con cura, gli esperti dicono che il suo messaggio di insediamento non sia stato uno dei migliori e che la sua iniziativa di aprire il blog della Casa Bianca sia lodevole ma non ben riuscita, ma il suo vigore, la sua freschezza e la decisione con cui affronta le situazioni e comunica col mondo è un buon inizio.
Obama, già prima di diventare effettivamente presidente, ha rivoluzionato il mondo della comunicazione politica. La sua passione per i media interattivi, da internet al cellulare, ha cambiato il modo di interagire con i cittadini, li ha resi più partecipi nel raggiungimento dei suoi obiettivi.
Obama ha creato intorno alla sua persona molte aspettative: la novità, il cambiamento, la risoluzione di problemi economici. Aspettative che scaturiscono sicuramente dalle sue parole e dai suoi discorsi, ma soprattutto dal suo modo di agire e di comunicare. Perché la comunicazione non è soltanto trovare le parole giuste per la situazione, è anche comportarsi nel modo giusto in tale situazione.
Ora non sempre Obama riuscirà a comunicare con cura, gli esperti dicono che il suo messaggio di insediamento non sia stato uno dei migliori e che la sua iniziativa di aprire il blog della Casa Bianca sia lodevole ma non ben riuscita, ma il suo vigore, la sua freschezza e la decisione con cui affronta le situazioni e comunica col mondo è un buon inizio.
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