Riemergo ora dopo una pausa troppo lunga. Si lavora troppo, troppo in fretta e non sempre bene.
In un break milanese di 2 giorni sono riuscita a leggere le Lezioni semiserie di Beppe Severgnini; un libricino leggero, scorrevole, divertente ma per nulla superficiale. Con la sua solita ironia Severgnini riesce a presentare i dubbi, gli errori e le certezze dell'italiano nei confronti della propria lingua e dagli errori, si sa, si impara sempre. Ma per essere sicuro di lasciare ai propri lettori qualcosa anche dopo la fine della lettura propone gli esercizi di comprensione per ogni capitolo e allora via ai Sodoquiz e ai Masotest, divertenti sì, ma non sempre facili!
Due cose mi sono rimaste particolarme impresse di questa lettura.
La prima è l'uso del punto e virgola, segno quasi ormai dimenticato nella scrittura, ma nient'affatto sparito nel parlato; è quella pausa lievemente più lunga e pensierosa rispetto alla virgola ma non ancora decisiva quanto il punto. Io confesso che nei miei scritti non lo inserivo da un bel po' - ho rimediato mettendono due in questo post, però. L'altro insegnamento che mi sono portata a casa è lo sdoganamento del "ma" ad inizio frase, una di quelle consuetudini che fanno inorridire i maestri elementari, ma che spesso rende le frasi più incisive, dirette ed efficati.
Consiglio caldamente la lettura a chi abbia voglia di imparare qualcosa in più sulla scrittura, ma anche a chi voglia semplicemente passare qualche ora col sorriso sulle labbra.
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lunedì 14 dicembre 2009
martedì 13 ottobre 2009
Sparisce il De Mauro
Mi è venuto un colpo! Sono andata online per controllare l'ortografia di una parola e ho trovato questo.
Perdo una certezza...
Perdo una certezza...
domenica 12 luglio 2009
Per tutti i neo-crusc, me compresa!

Grazie ad un weekend malaticcio (come si può stare male a luglio, mi domando!) mi sono dedicata alla lettura.
Su suo suggerimento, e non poteva essere altrimenti, mi sono immersa tutta d'un fiato in Val più la pratica di Andrea De Benedetti, sottotitolo: piccola grammatica immorale della lingua italiana.
Posto che, anch'io come scrive all'inizio del libro De Benedetti, ho sempre avuto un debole per la grammatica:
Ditemi pure che sono strano, ma a me da piccolo la grammatica piaceva da morire. Mi piaceva scrivere paginate di coniugazioni verbali, dissezionare nomi e aggettivi al microscopio estraendone radici e desinenze, classificare le parole in articoli, avverbi, e congiunzioni, come altri bambini più sani di me facevano con le farfalle o i fossili.
ho trovato il libro veramente molto scorrevole e ben fatto. Si affrontano la maggior parte delle questioni grammaticali più dibattute: il che polivalente, "lui" e "lei" utilizzati come soggetto, le dislocazioni, gli anacoluti, la scomparsa del congiuntivo, con un piglio simpatico e lievemente irriverente che non ci si aspetta da uno "del mestiere".
Il punto da cui nasce l'idea di De Benedetti di scrivere questo libro è quello di dimostrare ai puristi della lingua, i neo-crusc come li chiama in maniera affettuosa, che forse la nostra lingua italiana non è definitivamente allo sfascio, ma che, essendo una lingua viva, sta semplicemente evolvendo verso nuove forme.
Non nascondo che fra la
[...] legione di insegnanti, vetero puristi e neo-cruscanti impegnati a vario titolo in battaglie quotidiane contro i tanti subdoli nemici che metterebbero a repentaglio la lingua di Dante...mi ci ritrovavo anch'io, stanca della sciatteria del linguaggio scritto e parlato che esce dai nostri media. Ma leggendo il libro di De Benedetti mi sono resa conto che alcune cose sono a tal punto entrate a far parte della nostra lingua che se dovessi fare proprio la purista probabilmente parlerei, e scriverei, una lingua difficilmente comprensibile e allora sarebbe addirittura peggio!
sabato 6 giugno 2009
Articoliamo
Gli articoli e le preposizioni articolate sono una risorsa di cui potete anche fare a meno. Questo sì, questo no; evangelicamente. L’unico consiglio: provate ogni tanto a ripetere a memoria tutte le preposizioni semplici da articolare.
Altrimenti rischiate la sindrome di Biancaneve: non ci si ricorda mai di uno dei sette nani e di una delle preposizioni semplici. Sì. Ma quale? Quale?
Ancora una volta ho ceduto al fascino di farmi portare nel mondo della grammatica e della lingua italiana dai Glossorami della Treccani. Ormai sono diventati un'abitudine per testare la mia preparazione e per leggere con gusto leggere spiegazioni di grammatica simpatiche e divertenti.
Il tema dell'ultima prova erano gli articoli determinativi, queste piccole paroline che usiamo prima dei nomi nelle nostre frasi. Molto spesso li usiamo senza accorgercene, ci viene automatico, come istintiva la scelta fra il determinativo e l'indeterminativo, che però ogni tanto richiederebbe un po' più d'attenzione.
Lascio a voi il dolce piacere di immergervi nella prova e di testare l'articolazione della vostra lingua. Divertitevi a leggere, partendo dal titolo: Interessa l'articolo?
domenica 10 maggio 2009
Questione di purismo
Ammetto di essere una purista. Ammetto pure di essere molto intransigente su alcune faccende, al punto da diventare estremista. Ma questo mi sembra decisamente troppo.


Sito tematico della Commissione Europea dedicato all’agricoltura biologica. Leggo nel menu a destra: MESSAGGI CHIAVE E SLOGANS… ho avuto un sussulto.
Il buon De Mauro me lo conferma, se mai la mia intransigenza si fosse acuita fin troppo, slogan è invariabile, ovverosia non cambia forma al plurale. E allora, miei cari redattori del sito tematico della Commissione Europea, perché scrivere sloganS? Che oltre ad essere scorretto è pure brutto?
Che sia una svista da un copia incolla dalla versione inglese?
Il buon De Mauro me lo conferma, se mai la mia intransigenza si fosse acuita fin troppo, slogan è invariabile, ovverosia non cambia forma al plurale. E allora, miei cari redattori del sito tematico della Commissione Europea, perché scrivere sloganS? Che oltre ad essere scorretto è pure brutto?
Che sia una svista da un copia incolla dalla versione inglese?
domenica 8 marzo 2009
La snellezza tutta inglese
In questi giorni mi è capitato di dover tradurre dei testi tecnici dall'italiano all'inglese. Era un po' che non mi dedicavo alla traduzione ed è stato come al solito un'attività stimolante.
La cosa che maggiormente mi piace della traduzione è il trovare il significato di una frase, il rivoltarla completamente dal punto di vista linguistico grammaticale e tradurla. Mi piace fare tutto ciò con il dizionario dei sinonimi e dei contrari alla mano e con tanta fantasia in mente.
Constatavo come l'inglese è così preciso pur essendo generico. E' molto meno ricco di sinonimi e verrebbe da dire di sfumature, eppure ogni parola inserita nel giusto contesto acquisisce il giusto significato e il giusto peso. Mentre l'italiano a volte, soprattutto nelle scritture aziendali, è ampolloso, ridondante e pesante, l'inglese è sempre scorrevole e snello.
La cosa che maggiormente mi piace della traduzione è il trovare il significato di una frase, il rivoltarla completamente dal punto di vista linguistico grammaticale e tradurla. Mi piace fare tutto ciò con il dizionario dei sinonimi e dei contrari alla mano e con tanta fantasia in mente.
Constatavo come l'inglese è così preciso pur essendo generico. E' molto meno ricco di sinonimi e verrebbe da dire di sfumature, eppure ogni parola inserita nel giusto contesto acquisisce il giusto significato e il giusto peso. Mentre l'italiano a volte, soprattutto nelle scritture aziendali, è ampolloso, ridondante e pesante, l'inglese è sempre scorrevole e snello.
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martedì 17 febbraio 2009
La grammatica secondo Del Noce
Question time durante la conferenza stampa riguardante il Festival di Sanremo.
Fabrizio Del Noce: "Se non ci sarebbe più lo rimpiangereste".
Noi, delle sue affermazioni, invece, non sentiremmo la mancanza.
Fabrizio Del Noce: "Se non ci sarebbe più lo rimpiangereste".
Noi, delle sue affermazioni, invece, non sentiremmo la mancanza.
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mercoledì 11 febbraio 2009
Internet e parole
In questi giorni sto rivedendo i testi dei siti web di alcuni clienti. Sto soffrendo molto.
Oltre agli errori di battitura, ai refusi e alle sgrammaticature, che già di per sé provocano un certo fastidio, noto una costante mancanza di obiettivi nella stesura.
Le frasi sono letteralmente buttate all’interno del sito, senza pensare a chi sono destinate e a quale messaggio devono trasmettere. Un cliente, ma soprattutto un potenziale tale, cerca innanzitutto delle informazioni, vuole sapere cosa fa quell’azienda e che prodotti o servizi offre. Forse in un secondo momento può anche essere interessato alla nostra storia, ma spieghiamogli prima di cosa ci occupiamo.
In seconda battuta l’utente compara. Cosa ci rende diversi dai concorrenti? Cosa ci differenzia? Facciamoglielo sapere, diamo loro questa informazione. Non diciamo, però, che siamo i migliori, che siamo l’azienda leader o tra le aziende leader del settore, senza spiegargli il perché. Lasciamo che sia il nostro utente a decidere se siamo i migliori o meno. E se proprio dobbiamo affermare la nostra superiorità facciamo in modo di essere superiori anche nella scrittura e nella cura che riponiamo nei nostri testi.
Internet necessita di brevità, non dilunghiamoci troppo parlando bene di noi, cerchiamo di selezionare le informazioni senza comprimerle e scegliamo con cura ogni parola. Ogni breve brano dovrebbe contenere una moneta d'oro, un premio per il lettore.
Oltre agli errori di battitura, ai refusi e alle sgrammaticature, che già di per sé provocano un certo fastidio, noto una costante mancanza di obiettivi nella stesura.
Le frasi sono letteralmente buttate all’interno del sito, senza pensare a chi sono destinate e a quale messaggio devono trasmettere. Un cliente, ma soprattutto un potenziale tale, cerca innanzitutto delle informazioni, vuole sapere cosa fa quell’azienda e che prodotti o servizi offre. Forse in un secondo momento può anche essere interessato alla nostra storia, ma spieghiamogli prima di cosa ci occupiamo.
In seconda battuta l’utente compara. Cosa ci rende diversi dai concorrenti? Cosa ci differenzia? Facciamoglielo sapere, diamo loro questa informazione. Non diciamo, però, che siamo i migliori, che siamo l’azienda leader o tra le aziende leader del settore, senza spiegargli il perché. Lasciamo che sia il nostro utente a decidere se siamo i migliori o meno. E se proprio dobbiamo affermare la nostra superiorità facciamo in modo di essere superiori anche nella scrittura e nella cura che riponiamo nei nostri testi.
Internet necessita di brevità, non dilunghiamoci troppo parlando bene di noi, cerchiamo di selezionare le informazioni senza comprimerle e scegliamo con cura ogni parola. Ogni breve brano dovrebbe contenere una moneta d'oro, un premio per il lettore.
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lunedì 9 febbraio 2009
Prova di italiano
Grazie a Luisa Carrada, che come al solito è un pozzo di informazioni interessanti, vi segnalo la nuova rubrica del sito della Treccani: i Glossogrammi.
In bocca al lupo con gli accenti.
In bocca al lupo con gli accenti.
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