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giovedì 17 febbraio 2011

Il minibar per dissetare la mente

Arriva dalla collaborazione fra il gruppo Morgans Hotel e The school of Life il primo minibar dedicato a saziare la nostra mente durante le notti in albergo.

Si tratta di un elegantissimo cofanetto che contiene:

  • Antipasti di Conversazione: un set di 250 carte con domande, citazioni e provocazioni per allenare la nostra mente
  • Collected Thoughts (Vol.1): un volume con i migliori articoli scritti da professori e amici di The School of Life, come Alain de Botton e Ken Worpole
  • Reading Prescriptions: due  letture create su misura da  The School of Life’s Bibliotherapists progettate per evocare stati d'animo di rilassamento o di seduzione
  • Dreams & Fears Notebook: un libro aperto e una pagina in bianco per scrivere i propri sogni e le proprie paure
  • Writer's Block Pencil Set: una serie di tre matite con incise le citazioni di Mark Twain, George Orwell, e di Laurence Sterne.
Un piccolo concentrato di design e contenuti davvero interessante; utile per chi soffre d'insonnia e passa spesso la notte in hotel, per animare una serata tra amici o per far bella figura quando si è in dolce compagnia. Acquistabile anche online.


mercoledì 1 settembre 2010

(1000+)

E' il 1° settembre: il mio Google Reader segna (1000+), la mia casella di posta è arrivata agli over 150, da 2 giorni sono tornata in ufficio e non riesco a staccare gli occhi dal monitor del PC per più di 2 minuti... e poi uno dice che le vacanze fanno bene! ;)

venerdì 21 maggio 2010

Ecco perché adoro leggere

C'è una sola cosa che amo fare più di scrivere: leggere.

Oggi ho avuto un'intensa, intensissima, nostalgia di un libro che ho letto qualche tempo fa. E' stata una sensazione fulminante, ho rivissuto le stesse emozioni che avevo mentre leggevo il libro, la stessa impazienza di arrivare alla fine, gli stessi istanti di lettura: lì, seduta sul letto con il libro fra le mani e la luce al mio fianco; il ricordo della stanchezza che mi impediva di continuare a leggere e le mie mani che tristemente chiudevano il libro e lo rimettevano sopra il comodino (anche se, per essere precisi, non è un vero comodino quello in camera mia).

Non è una sensazione che mi capita con tutti i libri, solo con alcuni, se ci ripenso credo siano 4 o 5 quelli che all'improvviso riaffiorano alla mia mete e mi sorprendono così, in una mattina di primavera.

Ecco perché adoro leggere.

giovedì 8 aprile 2010

Reclutare un social media specialist

Sono incappata oggi in un annuncio di un'azienda, che potrei definire mediamente nota, alla ricerca di un social media specialist e non è stata una bella esperienza.

Non faccio nomi, però premetto che quest'azienda fa business online e, sebbene il suo sito mi avesse già fatto venire qualche dubbio, avevo l'impressione, o per lo meno la speranza che non fossero degli sprovveduti. Mi ricredo immediatamente.

Parte dell'annuncio recita più o meno così:

Il candidato/a ideale deve avere come prerequisiti fondamentali:

un profilo su Facebook con almeno 150 amici
un profilo su LinkedIn con almeno 100 contatti
un profilo su Twitter con almeno 50 followers

e come caratteristiche preferenziali sia:

autore di un blog
amministratore di una fan page su facebook.

Facendo due conti mia nipote che ha 14 anni ha tutti i numeri in regola per rispondere all'annuncio.
Ora ragioniamoci un attimo su. Su facebook ormai ci sta chiunque e sfido a trovare qualcuno che abbia meno di 150 amici, almeno che non si sia iscritto ieri. Fra colleghi, compagni di università, superiori e medie, vicini di casa, conoscenti, gestori di negozi, ristoranti e bar riceviamo ogni giorno una richiesta di amicizia... il trend attuale mi sembra andare più verso la selezione che l'accumolo.

Un profilo su linkedIn con almeno 100 connessioni mi può anche star bene, ma perché bisogna quantificare tutto? Non è molto più utile avere delle connessioni "vere" e magari più ridotte piuttosto che centinaia di connessioni fittizie? Persone con le quali si interagisce e si conversa più che da mostrare in bacheca? Il parametro più indicativo di linkedIn poi credo siano le raccomandazioni e non il numero di contatti.

Almeno 50 followers su twitter è un bel biglietto da visita certo, ma conosco persone che hanno anche più di 50 follower e hanno solo 4 tweet. Allora a cosa servono tutti questi seguaci?

E il blog e la fan page? Certo potrebbero essere indice di capacità di gestione e di conoscenza dei social network, per fortuna sono solo dei requisiti preferenziali.

Quello che mi fa sorridere di questo annuncio è l'inutilità  dei numeri richiesti. Perché è fondamentale che una persona abbia 150 amici su facebook? Se sono 130 cosa cambia? Non è la quantità che conta, ma la qualità. E poi perché richiederlo esplicitamente nell'annuncio? Chiunque potrebbe pompare i numeri proprio in virtù delle richieste e non è per nulla difficile.

Se io azienda cerco una persona che abbia una buona dimestichezza con i social network controllo la sua attività social a CV ricevuto. Ok, richiedendolo prima farei già una scrematura, ma non è detto che le persone che rispondono all'annuncio si attengano scrupolosamente alle mie richieste e poi un controllo inaspettato regala una visione forse più veritiera.

Inoltre la presenza nei social network e la loro frequentazione non significa essere un esperto di social network. Conosco persone professionalmente molto ferrate in materia, dei veri esperti, che in realtà non li frequentano così assiduamente. Promuovere un brand attraverso i social network è una cosa un po' più complessa e strutturata che utilizzarli.

mercoledì 30 dicembre 2009

Se faccio capisco

Per caso oggi sono incappata in questa massima di Confucio:

"Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco"

La diceva sempre Bruno Munari prima di iniziare i suoi seminari. Mai nessuna frase ha descritto in miglior modo il mio modo di apprendere.